Si avvicina la festa di carnevale a Milano tra i tanti locali ristoranti e discoteche che organizzano la festa in maschera come sempre si distingue il ReNoir che con il suo staff di animazione Vi porta in vacanza per una serata indimenticabile tra atmosfera coreografie spettacoli unici e divertenti.
Se desideri dai un occhiata alla festa di carnevale del 2009.
Allora non aspettare organizza con la tua compagnia, scegli un tema di un film, di un epoca e ideate i vostri costumi per essere veri protagonisti nel carnevale più esclusivo di milano marchiato ReNoir.
I ristoranti ReNoir organizzano la festa di carnevale più esclusiva e particolare in maschera di milano sabato 20 Febbraio 2010 con musica balli e spettacoli.
Un presentatore animatore assieme alla vostra simpatia nei locali ReNoir vi porterà a vivere una serata unica e speciale.
Arriva a Milano nei Ristoranti ReNoir il Gran Galà di Carnevale.
Quest’anno Lo staff di animazione sta organizzando una grandiosa festa di carnevale in maschera con cena musica balli e spettacoli.
Potrai scegliere dove trascorrere la tua festa di carnevale tra il ReNoir Cafe e il ReNoir Village,
al ReNoir Village la nostra grande villa oltre la cena è previsto un ballo in maschera sfide simpatia spettacoli animazione e tantissime sorprese, inoltre ricchi premi per le maschere più simpatiche e belle.
Naturalmente l’ingresso è riservato solo agli ospiti a cena ed è gradita almeno la maschera.
Al ReNoir Cafe naturalmente saranno ancora le maschere a farla da padrone, saranno premiate anche qui le più particolari e simpatiche. Inoltre ancora tanta musica e animazione speciale per una festa di carnevale diversa dal solito.
l’ingresso è riservato solo agli ospiti a cena ed è gradita almeno la maschera.
Renoir Menu a partire da (25 euro giro pizza solo al Renoir cafe) , Paella 30, menu di carnevale 45 euro, tutto con animazione musica e balli compreso nel prezzo.
Il Carnevale è il periodo di festa tra l’Epifania e il digiuno quaresimale nei paesi a tradizione cattolica. Per molto tempo si è creduto che l’origine del termine Carnevale derivasse da “carne levare”, ovvero prepararsi al digiuno quaresimale. Ed il fatto che per 40 giorni si dovesse digiunare per fede e per prepararsi alla Pasqua, doveva risultare non poco pesante per un popolo che già il digiuno lo faceva “forzatamente” per tutto l’anno. Dunque trascorrere un certo periodo prima della quaresima spensieratamente, per forza di cose doveva rappresentare quella valvola di sfogo per evitare che la gente, già in condizioni di estrema povertà, potesse trovare sfogo in rivolte. Il Carnevale è una festa allegra e divertente. Ci si può vestire come si vuole, ma un po’ di tempo fa, le maschere tipiche erano quelle come Arlecchino, Colombina, Pulcinella, ecc. In questo periodo c’è molta euforia e la gente va per le strade e le piazze divertendosi. I veri giorni in cui si svolge il Carnevale sono il giovedì e il martedì “grasso”. In Italia ci sono dei Carnevali molto famosi, ad esempio quello di Venezia, o quello di Viareggio. Durante i giorni del Carnevale, in queste città, si festeggia con maschere, carri che raffigurano personaggi famosi, coriandoli e stelle filanti.
LE MASCHERE ITALIANE DEL CARNEVALE
PULCINELLA
Nato a Napoli, è di umore mutevole e pauroso. Ha un carattere poco affidabile e cerca di uscire dalla situazione in cui si è cacciato con ogni mezzo a disposizione. L’unico suo affanno è procurarsi il cibo, per il quale è disposto a raccontare bugie, rubare e farsi prendere a bastonate. Il suo ruolo spesso cambia: servo, capitano, vecchio, o falegname; qualsiasi sia il mestiere, il suo ideale di vita è il dolce far niente. Porta una camicia bianca con lunghe maniche che coprono le mani e un cinturone nero alla vita che mette in evidenza il pancione. I pantaloni sono molto ampi e morbidi. La sua maschera è nera con un grande naso aquilino.
PANTALONE
Pantalone è una delle più antiche maschere veneziane. Piange sempre miseria ed è alla costante ricerca dei ”bezzi”, come erano chiamati i soldi di quell’epoca. Pantalone è un mercante ricco, avaro e pedante. I suoi servi patiscono la fame, perché ha la strana abitudine di cacciarli proprio quando è il momento di mettersi a tavola. Sulla scena gironzola con le braccia dietro la schiena, infila ovunque il naso adunco senza smettere di chiacchierare. Indossa casacca, pantaloni e calze rosse (tipico colore del mercante veneziano). Il cappello è nero, soffice e senza tesa. Indossa una sopravveste nera, ampia con maniche molto larghe, delle ciabatte senza tacco, con punte rivolte verso l’alto, come si usa in Oriente. La sua maschera ha il naso a uncino e una barbetta.
BALANZONE (
Balanzone rappresenta il simpatico dottore che usa un linguaggio apparentemente colto, ma in realtà insensato. Ha sempre la testa fra le nuvole, come stesse pensando a cose importantissime. E’ molto sensibile al fascino femminile, ma non è mai ricambiato. E’ burbero ma bonario, grande apprezzatore della succulenta cucina della sua città natale, Bologna. Indossa un abito nero, con polsini e gorgiera bianchi. Sulle spalle porta un’ampia toga. In testa porta un grande cappello nero con tesa larga rigirata. Tiene sotto braccio libri e manoscritti. La maschera che porta è nera e copre soltanto la fronte e il naso, quasi a sottolineare la sua grande intelligenza e cultura. Porta gli occhiali.
BRIGHELLA
Nasce nei quartieri ricchi di Bergamo. Il suo nome deriva dal verbo brigare, che definisce un comportamento dispettoso. Sulla scena è spesso in contrasto con Arlecchino ma si rivela però più furbo, pronto a beffare il padrone, solitamente impersonato da Pantalone. E’ molto abile nel suonare, ballare, cantare e indossa una casacca su ampi pantaloni decorati con nastri verdi. Ha una maschera a mezzo volto che può essere di colore verde oliva, bordeaux o nera. I fori per gli occhi sono ampi, per permettere di cogliere il suo sguardo malizioso.
ARLECCHINO
Nasce in uno dei quartieri più poveri di Bergamo ed è tra le maschere più conosciute. Rappresenta un servo in cerca di una vita migliore. E’ ingenuo e credulone e per non mettersi nei guai non esita a ingannare, tradire, raccontare bugie e fare dispetti. Poi si dispera e si consola con grande rapidità. Si trova sempre in mezzo ai guai mentre è alla ricerca disperata di cibo. I suoi movimenti rapidi, il modo di parlare cantando e il tono stridulo della voce divertono chi lo segue. Indossa pantaloni aderenti e giacca sfiancata con toppe multicolori. Porta, attaccati alla cintura, il “batocio” e la “scarsella”. Il “batocio” è un bastone a forma di spatola che veniva utilizzato dai bergamaschi per girare la polenta nel paiolo e per condurre le vacche al pascolo e che usa nelle zuffe. La “scarsella” è una piccola borsa dentro la quale tiene il pane, i soldi e la lettera del padrone da recapitare. In testa porta un cappello di feltro con un codino di coniglio in ricordo di un passato di cacciatore. In viso calza una maschera nera che non toglie mai.
COLOMBINA
E’ la più conosciuta tra le ‘’servette”. Nata a Siena, sulla scena è spesso moglie o fidanzata di Arlecchino, ma anche se viene corteggiata dal padroncino o dai suoi amici, rimane fedele allo sposo o al fidanzato. Favorisce gli intrighi amorosi della sua padrona, raggirando il padre burbero e severo. Consegna bigliettini segreti e organizza incontri lontani da occhi indiscreti. Talvolta è bugiarda ma sempre a fin di bene. E’ civetta, intelligente, furba e chiacchierona. Veste un corpetto e un’ampia gonna a balze e ha un grembiulino provvisto di tasche in cui infilare i biglietti d‘amore. Sul capo porta una ”crestina”, il fazzolettino tipico delle cameriere, fermato da un nastro.
COSTRUISCI LA TUA MASCHERA DI CARNEVALE
IL GATTO NERO
Materiale occorrente: un sacchetto di carta, colore a tempera nero, quattro cannucce, cartoncino nero, carta crespata nera, una corda da bucato.
Prendi un sacchetto abbastanza ampio da farci entrare la testa; coloralo di nero.
Praticatevi due fori per gli occhi. Col cartoncino fa due orecchie a punta ed incollale al sacchetto. Pratica alcuni fori sotto il naso e applicavi due cannucce per parte, saranno i baffi; fissali col nastro adesivo.
Infine prepara la coda, avvolgendo la carta crespata attorno alla corda da bucato. Fissa la coda dietro la schiena e il gatto è pronto.