Dal 17 al 26 ottobre 2008 a Key West, in Florida, si terrà il 30esimo Fantasy Fest 2009: 9 giorni di feste con gare in costume, concerti all’aperto, sfilate, party e Wet Contest.
Si tornerà indietro nel passato, ai giorni in cui “Cayo Hueso” era sinonimo di naufragi, pirati, locomotive e contrabbandieri. Bar e bordelli, rum e bagordi, l’unico modo di entrare in questo paese delle meraviglie era in treno o via mare.
Accennate le origine storiche della festa, va detto che oggi il Fantasy Fest ha assunto i connotati di una delle feste più pazze d’America se non del mondo. Dove la trasgressione la fa da padrona.
Eh si.. perché i costumi molto spesso vengono dipinti direttamente su nudi corpi femminili per lo più.. dando così vita a delle vere e proprie gare di body painting, dove bellissime (e anche non..) dipinte sfilano mischiandosi liberamente tra la folla.
Chi italiano come noi, passa da quelli parti per curiosità o per sbaglio, ha la sensazione d’essere capitato in un altro mondo…
La “key weirdness” raggiungerà il suo apice Saturday, 25th October, quando decine di migliaia di spettatori si raduneranno nel centro storico dell’isola per la “Captain Morgan Fantasy Fest Parade”. La folle processione sarà composta da gruppi di persone con i costumi più strani, trasgressivi e volgari, che scorreranno per Duval Street e Bourbon Street le vie principe della festa, dove si affacciano i locali più hot del Fantasy Fest e dove birra e party scorrono interrottamente fino all’alba tra Bikini Contest e Wet T-shirt Contest
Da segnalare anche la Pet Parade dove sfilano animali e padroni con relative maschere.
Per chi vuole andarci ma non fa più in tempo ecco le date anche per l’edizone 2009 dal 23 Ottobre al 1 Novembre
Avete mai pensato di voler fare qualcosa di nuovo, di strano, di mai provato prima? Bene, avete trovato il sito che fa per voi. IgoUgo.com, specializzato in viaggi, ha infatti stilato una classifica delle dieci attività più bizzarre del mondo, corredando l’elenco di commenti quando non di vere e proprie recensioni.
Ma partiamo dalla prima della lista.
1) La sconosciuta città di Olomouc, nella Repubblica Ceca, ospita una vera e propria battaglia a base di panna montata. Il regolamento é semplice: i partecipanti, tutti volontari, si dividono in squadre. Dopo il tradizionale conto alla rovescia, le squadre, divise in due schieramenti, si corrono incontro per fronteggiarsi. Il vero e proprio combattimento inizia quando le due ‘fazioni’ si incontrano-scontrano al centro del campo di battaglia. Le uniche armi consentite: vassoi e piatti carichi di panna montata.
2) A Taipei, in Taiwan, i viaggiatori che vogliono sperimentare un banchetto particolarissimo, possono mangiare in un “Ristorante-toilette”. “Mangiare qui è stata un’esperienza unica, a dir poco - commenta uno dei coraggiosi commensali - Sei seduto attorno a una vasca da bagno (il tavolo) circondato da water (i sedili). Il cibo esce da un WC sfrigolante”.
3) Ad Austin, nel Texas, é stata organizzata una grande festa per il 40esimo compleanno di Eeyore. Per coloro che non sono molto informati in tema di cartoni animati, Eeyore é l’asinello amico di Winnie The Pooh. All’evento sono invitati tutti, giovani e meno giovani. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza.
4) Per tutti coloro che hanno invece in programma un viaggetto a Dawson City, in Alaska, si consiglia di assaggiare il cocktail servito al Downtown Hotel Sourtoe Cocktail Club. Cosa c’è di ‘”strano” ed “innovativo” in questo cocktail? Si tratta di un drink fatto con una sostanza in cui é conservato un alluce umano. L’unica regola é che, chi accetta di bere questa ‘bibita’ deve toccare con le labbra il dito salato che la rende così speciale.
5) A Bangkok, in Thailandia, esiste un ristorante in cui, dopo il caffè, vengono distribuiti dei preservativi. Il suo nome é ‘Ristorante Cavoli e Condom’. Il ricavato, anche in questo caso, viene devoluto in beneficenza, a favore di un’associazione per la pianificazione delle nascite nel Paese.
6) A Londra, in Inghilterra, esiste una tradizione secolare ma quasi sconosciuta agli stranieri: la Gara di Frittelle del martedì grasso. Un passatempo divertente per i turisti che si trovano a passare nella città nel periodo di Carnevale.
7) Nella cittadina di Riga, in Lettonia, c’è un posto speciale per gli amanti delle toilette non convenzionali. Lo Shot Cafè é noto per una “stanza” a dir poco fondamentale: la toilette. “Lo Shot Cafè ha la più bella toilette di tutti i tempi - racconta un ‘visitatore’ - Una luce che si regola a seconda dell’umore può rendere il bagno dal rosso acceso ad un blu fino al bianco. L’asse del WC è trasparente.”
Ad Hakone, in Giappone, l’Enoteca Hakone Kowakien Yunessun offre un servizio a dir poco esclusivo: i clienti possono fare il bagno in una piscina riempita di vino rosso, ai piedi dello spettacolare monte Fuji.
9) A San Francisco, in California, c’è un locale dove la ‘gratitudine’ é tutto. Il nome non mente: al ‘Cafè Gratitudine’ la cosa fondamentale che un cliente deve fare è esprimere la propria gratitudine e il proprio apprezzamento. In caso contrario i camerieri non servono le portate ordinate dai clienti.
10) A Brisbane, in terra d’Australia, presso lo Story Bridge Hotel, é possibile acquistare uno scarafaggio e partecipare alle periodiche competizioni. Le Gare di scarafaggi sono un appuntamento da non perdere. Non é necessario partecipare, ci si può anche limitare a fare il tifo per lo scarafaggio preferito.
Carnevale e’ arrivato ormai alla fine. Con la celebrazione delle Ceneri, infatti, e’ cominciata la Quaresima, il periodo di quattro settimane che anticipa la Pasqua: un periodo di rinunce e digiuni, molto lontano dagli scherzi e dall’allegria del Carnevale. Ma in giro per il mondo c’e’ ancora chi festeggia. Ecco allora alcune tra le feste piu’ curiose di tutto il mondo.
Il Carnevale non e’ solamente la festa preferita dai bambini, che per una volta all’anno, se escludiamo Halloween, che non e’ proprio una festa tradizionale italiana, si possono travestire, mascherare, fare scherzi, lanciare coriandoli e mangiare tanti dolci. E’ anche un grande appuntamento per i piu’ grandi, incuriositi dalle feste piu’ particolari del mondo, che ci propongono modi di festeggiare davvero molto particolari.
Cominciamo con l’Italia, dove questa festa ha tradizioni davvero molto antiche e molto particolari, diverse da regione a regione. Scopriamo insieme allora le feste piu’ curiose del nostro paese:
Carnevale di Viareggio.
Quest’anno il Carnevale di Viareggio e’ stato caratterizzato dalla satira: i carri allegorici della citta’ hanno proposto volti noti del mondo della televisione e della politica. Il maestro Gionata Francesconi ci ha proposto nuovamente il carro dedicato a Giulio Andreotti, “Il potere logora chi non ce l’ha“. “‘E’ nascosto dietro mucchi di vecchi mobili, sedie, specchiere, armadi e tanti altri orpelli ma c’è ancora lui è sempre là“, il suo creatore e’ molto affezionato alla sua creazione.
Silvio Berlusconi e’ diventato un cannibale per ifratelli Cinquini: il Cavaliere e’ un cuoco che cuoce tutti i politici italiani di sinistra, mentre Umberto Bossi affetta i salumi. “Benvenuti al gran banchetto del padrone appena eletto, tanto cibo a volontà per la nostra società…“.
Anche Bruno Vespa e’ protagonista del Carnevale di Viareggio, rappresentato su un trono d’oro mentre gestisce un dibattito tra oche e maiali.
Carnevale di Offida.
In questo paese di 5mila persone che si trova sull’Appennino marchigiano, precisamente tra Ascoli e San Benedetto del Tronto, ogni anno si festeggia il Carnevale, considerato un vero e proprio appuntamento sacro. “Il Carnevale è la nostra settimana santa“: tutto chiude durante i giorni del Carnevale, dal giovedi’ grasso al martedi’ grasso bisogna solamente pensare a festeggiare. Il Carnevale ha origini nel 1500 e abbiamo la festa de lu bov fint, una parodia della corrida dove si beve e si mangia molto, mentre il martedì grasso il falò dei ‘vlurd’ tiene banco.
Emilia Romagna e Marche.
Famosi i carnevali di Fano, ma anche quelli di Rimini: tra le due citta’ un treno a vapore porta i turisti in giro tra sfilate e maschere. Per assaporare una giornata d’altri tempi.
Carnevale di Ivrea.
A Ivrea si festeggia con l’ormai celebre battaglia delle arance. Una tradizione antica prevedeva il lancio di fagioli, come simbolo dell’elemosina che un feudatario aveva rifiutato alle famiglie povere. Dai fagioli alle arance il passo e’ stato breve. Ma per questa battaglia si parla anche di una ribellione del popolo contro i nobili e il rifiuto di una giovane di concedersi al principe nella prima notte di nozze. Tradizioni molte lontane, che oggi si manifestano con la battaglia delle arance: lanciatori sui carri e squadre di aranceri a piedi si danno battaglia, per quella che sembra la lotta per la liberta’.
Carnevale di Sciacca.
Sciacca per questo Carnevale 2009, ha proposto un concorso per eleggere Miss Carnevale di Sciacca 2009, direttamente dalle pagine di Facebook.
Carnevale di Venezia.
Il Carnevale di Venezia e’ sicuramente la festa piu’ elegante del nostro paese: le maschere e i costumi ci fanno entrare in un mondo da sogno, riportandoci direttamente in un passato fatto di fasti, feste e tanta ricchezza. E le immagini del Carnevale di Venezia 2009 confermano questa tradizione!
Ma passiamo ora all’estero: in molti paesi del mondo si festeggia il Carnevale.
Carnevale di Rio de Janeiro.
Il Carnevale di Rio de Janeiro e’ sicuramente il piu’ famoso di tutto il mondo: qui la festa esplode per le vie della citta’, ma soprattutto nel sambodromo, dove le scuole di samba si danno battaglia, tra carri, musica, balli e modelle svestite. Quest’anno ha dato scandalo il tanga di appena tre centimetri, l’unico indumento indossato dalla modella Dani Sperle.
Carnevale di Barranquilla.
Il Carnevale di Barranquilla e’ il secondo piu’ importante di tutta l’America Latina, con una tradizione di piu’ di cento anni. Tutte le culture della Colombia convergono in questa grande festa, dalla forte ricchezza culturale. Questa festa, per la sua importanza, e’ diventata Patrimonio della Nazione , il 26 novembre 2001, e Patrimonio dell’umanità , il 7 novembre 2003
Carnevale di New Orleans.
Infine, parliamo del Carnevale di New Orleans, davvero importante, non solo in America ma anche in tutto il mondo. Festa coloratissima e musicalmente molto appetibile. Come, del resto, e’ sempre New Orleans.
Carnevale di Mentone.
A Mentone, invece si festeggia con gli agrumi: ecco i carri piu’ belli!
Ma in alcune parti del mondo in questo periodo non si festeggia solamente il Carnevale. In Cina, in concomitanza con la nostra festa in maschera, e’ stato celebrato il nuovo anno. Insomma, l’importante e’ festeggiare
Las Fallas sono feste di interesse turistico internazionale che si svolgono ogni anno a Valencia dall’1 al 19 marzo in onore di San Giuseppe (Sant Josep), patrono dei falegnami. Il culmine dei festeggiamenti si ha però nell’ultima settimana ed in particolar modo dal 15 al 19 marzo.
Le celebrazioni per la festa iniziano il primo di marzo quando la Fallera Major (regina della festa, eletta in un concorso di bellezza insieme alla “Fallera Major Infantil” e alla “Cort Fallera”), dal balcone del comune della città, da il permesso al senyor pirotècnic di cominciare la mascletà.
Le mascletàs sono spettacoli nei quali vengono fatte scoppiare numerose file di petardi creando un effetto davvero assordante; ogni giorno si ha una mascletà fino ad arrivare all’ultimo giorno della festa, quando si esibisce il pirotècnic più accreditato. Dal primo fino al 19 di marzo, ogni giorno alle 2 del pomeriggio nella “Plaça de l’Ajuntament” si celebra questo eccezionale spettacolo, che riunisce una media di cinquemila persone al giorno.
Las Fallas prendono il nome dalle costruzioni artistiche fatte di materiali combustibili, come cartapesta e legno, che rappresentano figure e composizioni di elementi tratti dalla attualità valenziana. Queste costruzioni, definite come monumenti, sono delle colossali creature che artisti e scultori locali realizzano durante tutto il corso dell’anno. Nella maggior parte dei casi esse rappresentano, in forma satirica, personaggi e situazioni tratte dall’attualità valenziana.
Il costo economico di questi monumenti viene sopportato da una sorta di club di quartiere denominati anche essi Falla, gestiti da una cosiddetta ‘Commisione Fallera’. Ogni anno vengono premiate quelle che riescono a emergere per la spettacolarità, per le dimensioni o per i temi trattati. Ogni “Falla” è tenuta a costruire due opere, la “falla major” e la “falla infantil”. Entrambe partecipano ad un distinto concorso. Inoltre, una parte della “Falla” viene inviata alla cosiddetta “Esposiciò del Ninot”. Anche tra i “ninot” esiste una competizione, giudicata però dal pubblico di visitatori dell’esposizione che, al termine della propria visita, possono votare l’opera preferita.
Il culmine della festa si ha nelle notti del 18 e 19 marzo. La notte del 18, denominata “La nit del foc” rappresenta l’apice della passione dei valenciani per gli spettacoli pirotecnici. Infatti, per le strade della città è facile imbattersi in persone che lanciano petardi o improvvisano spettacoli pirotecnici. Il tutto ha termine nella spettacolare esibizione pirotecnica che, intorno alla mezzanotte, tiene tutti i valenciani col naso all’in sù per circa mezz’ora. La notte del 19 viene denominata “Crema”, durante la quale tutte le ‘fallas’ costruite vengono bruciate in altissimi e bellissimi falò. Viene risparmiato solo il ‘ninot’ preferito dai visitatori della esposizione, che per questo viene definito “Ninot indultat” e conservato nel “Museo Fallero” insieme ai ‘ninot’ indultati degli anni precedenti.
L’aspetto religioso della festa non è affatto secondario. Infatti ogni anno viene reso omaggio alla “Virgen de los Desamparados”. Nella piazza ad essa dedicata una sfilata di donne vestite con i costumi tipici della festa da vita alla cosiddetta “Marcha”. Durante questa manifestazione le donne offrono dei fiori alla Vergine che vengono posti su una enorme costruzione in legno fino a creare una composizione floreale che fa da mantello della Madonna. La bellissima opera resta esposta nella “Plaza de la Virgen” per alcuni giorni fin quando i fiori non cominciano a perdere la loro bellezza.
Questa festa é molto sentita dai valenciani e tra le più famose delle già famose feste della Spagna, tanto da richiamare migliaia di visitatori dalla penisola iberica e non solo.
La festa delle “Falles” è gemellata con quella dei “Gigli” di Nola, che si tiene la prima domenica dopo il 22 di giugno in onore di San Paolino.
L’Oktoberfest (lett. Festa di Ottobre, in bavarese spesso d’ Wiesn) è un festival popolare, della durata di due settimane, che si tiene ogni anno a Monaco di Baviera (München), in Germania, a cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. È uno degli eventi più famosi ospitati nella città, nonché la più grande fiera del mondo, con qualcosa come 6 milioni di visitatori nel 2002. Altre città del mondo (ma non nella Germania) ospitano feste simili chiamate anch’esse Oktoberfest.
Presso l’area di Theresienwiese, che si estende per 42 ettari, viene allestito un grande luna park e vengono montati gli stand (Festhalle) dove vengono servite le sei marche di birra storiche di Monaco di Baviera (Paulaner, Spaten, Hofbräu, Hacker-Pschorr, Augustiner e Löwenbräu) autorizzate a produrre la bevanda per l’occasione. Gli stand più grandi sono 14, ognuno di essi è in grado di ospitare dalle 5.000 alle 10.000 persone; in ogni stand vi è un palco centrale sul quale si esibiscono gruppi musicali nel tradizionale stile schlager.
La festa inizia con la cerimonia di stappo della botte, trasmessa in diretta televisiva in Eurovisione e con la tradizionale processione.
L’evento si svolge nell’arco di 16 giorni in un’area chiamata Theresienwiese, o più brevemente d’ Wiesn (il prato, in dialetto bavarese), e si conclude la prima domenica di ottobre. In realtà l’Oktoberfest può durare anche 17 o 18 giorni; questo succede quando la prima domenica di ottobre capita l’1 o il 2 del mese. In questo caso la festa si allunga per chiudersi il 3 ottobre, festa della Riunificazione tedesca. Per l’occasione i sei birrifici autorizzati alla vendita del proprio prodotto, riforniscono i Bierzelte (in tedesco: tendoni della birra) della manifestazione con una particolare birra, una märzen, leggermente più scura e forte sia come gusto che come contenuto alcolico. I Bierzelte contengono da 3.000 a 10.000 persone e richiedono 2 mesi di tempo per essere allestiti.
Tra i momenti più importanti c’è certamente l’apertura, quando il sindaco di Monaco è chiamato a spillare la prima birra. Per farlo deve inserire, a forza di potenti colpi di martello, il rubinetto nella botte inaugurale. Una volta fatto pronuncia la celebre frase O’Zapft is! (in dialetto bavarese, traducibile come “È stappata!”) e la festa ha ufficialmente inizio.
I visitatori consumano anche grosse quantità di cibo, in gran parte composto da salsicce, Hendl (pollo) e Sauerkraut, oltre a prelibatezze tipiche della Baviera come il bue arrosto.
Il primo Oktoberfest si tenne a Monaco dal 12 al 17 ottobre del 1810. Si trattò di una corsa di cavalli in occasione del matrimonio del principe Ludwig I di Baviera e della principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen. A causa del suo successo, venne ripetuta annualmente, con l’aggiunta successiva di una fiera agricola, danze popolari, musica e un sempre più grande luna park. Complessivamente, in quasi duecento anni di storia, la celebrazione è stata annullata 24 volte: nei periodi delle due guerre mondiali, per epidemie, per la crescente inflazione o altri problemi. Negli anni immediatamente successivi alla fine delle guerre si celebrarono più sobrie Feste d’Autunno, con birra scarsamente alcolica. Le corse di cavalli si tennero per l’ultima volta nel 1960.
Il 26 settembre 1980, una bomba fatta esplodere vicino all’ingresso uccise 13 visitatori e ne ferì altri 200. L’ordigno era stato piazzato dal ventunenne Gundolf Köhler, membro di una organizzazione neonazista, che perse la vita nello scoppio.
Nell’ottobre 2007 il parlamento di Monaco ha varato un provvedimento, attivo a partire dall’Oktoberfest del 2008, che sancisce il divieto di fumo nei capannoni, nonostante 175 “libere”. Il disegno di legge è stato criticato immediatamente dai diretti interessati, in primis dagli organizzatori dell’Oktoberfest che vedevano minata la tradizione secolare del fumo di sigari, pipe e foglie di tabacco arrotolate. Ad ostare il divieto vi sono pure precedenti lumi: la capienza interna degli stabili è già carente e le forze dell’ordine si troverebbero dinanzi ad un’osmosi continua di persone tra capannoni e spiazzi comuni. I mastri birrai dei Bierzelte, tra il sarcastico e il preoccupato hanno pianificato di rientrare delle potenziali perdite aumentando il prezzo della birra (già di 8 euro al boccale), chiedendo se in futuro si dovrà brindare con birra analcolica.
Dato il successo dell’originale, molte altre città in tutto il mondo organizzano manifestazioni simili che sono state battezzate con lo stesso nome. Anche se universalmente l’Oktoberfest di Monaco è conosciuta come una “festa della birra”, sarebbe senz’altro riduttivo pensarla soltanto come tale: essa riesce infatti ad attrarre ogni anno anche migliaia di bambini e famiglie nelle altre installazioni fieristiche. In tal senso la manifestazione bavarese rappresenta un pallone sonda per nuove giostre immesse sul mercato: in passato molti prototipi sono stati installati per la prima volta alla “Wiesn”. Oltre a Monaco anche a Stoccarda si tiene una festa uguale, si chiama Cannstatter Volksfest.
Il più grande “Oktoberfest” al di fuori della Germania si tiene a Kitchener-Waterloo, in Canada, nel periodo del giorno del ringraziamento canadese; le città gemelle hanno una forte componente della popolazione di origine tedesca. Un altro grosso evento si svolge a Cincinnati, nell’Ohio, con oltre 500.000 visitatori nell’edizione 2002 dell’Oktoberfest-Zinzinnati. Una grossa Oktoberfest si svolge nella città brasiliana di Blumenau, come in altre città del Brasile fondate da tedeschi. In Argentina, il piccolo paese di General Belgrano, nella provincia di Córdoba ha un Oktoberfest molto noto, che è il più grande della nazione. Hong Kong celebra un Oktoberfest dal 1991. In Italia sono poche le feste del genere, una delle più simili è la “Gerundium Fest” che si svolge in provincia di Bergamo dal 1999.
Molti altri luoghi hanno le loro “feste della birra”, ma riservano il nome “Oktoberfest” per l’evento di Monaco. A causa di una battuta in un episodio dei Simpson, esiste ora anche una versione scozzese chiamata Scotchtoberfest.
Los Sanfermines sono le feste che Pamplona celebra tra il 6 e il 14 luglio in onore di San Firmino di Amiens, copatrono di Navarra e patrono della diocesi di Pamplona.
Secondo la tradizione Firmino, figlio del senatore Firmus, governatore di Pamplona nel III secolo, si convertì al cristianesimo e fu battezzato da San Saturnino nel luogo che oggi si chiama popolarmente Pocico de San Cernin. Firmino fu ordinato sacerdote a Tolosa, in Francia, poi tornò a Pamplona come vescovo e morì decapitato ad Amiens, dove era andato a predicare, il 25 settembre del 303. Patrono delle confraternite dei barcaioli, dei vinai e dei fornai, da molto tempo San Firmino viene ricordato con una festa che dura 204 ore.
Le feste cominciano con il lancio del chupinazo (razzo) dal balcone del consiglio della città a mezzogiorno del 6 luglio e finiscono a mezzanotte del 14 luglio. Una delle attività più famose del Sanfermines è l’Encierro, la famosa corsa dei tori, lasciati liberi di correre tra la folla; la corsa ha termine nell’arena delle corride. Le corse avvengono tra il 7 e il 14 di luglio e cominciano alle otto, con una durata media di tre, quattro minuti.
Attraverso i secoli la lunga festa di San Firmino tanto cara ad Hemingway e di cui i tori sono l’elemento più caratteristico, continua ad avere per protagonista la strada, che è il suo vero luogo, dove convivono armonicamente le cerimonie religiose con quelle profane, le cerimonie pubbliche con il tumulto popolare, il culto arcaico del toro con il mangiare e il bere.
In questi anni gli animalisti hanno duramente contestato la festa a causa del maltrattamento dei tori durante la Encierro. Per protesta si sono svolte delle “corse dei nudi”, con animalisti svestiti che sfilano per le strade della città.[1]
Oltre alle feste di San Firmino, universalmente conosciute, che attirano a Pamplona gente da ogni parte del mondo, ci sono anche altre festività come in ogni città della Spagna, di carattere religioso e civile nello stesso tempo: la Settimana Santa, il 29 settembre la festa di San Saturnino copatrono della città, il 6 gennaio la cavalcata per le vie della città dei tre Re Magi accompagnati dai loro seguiti reali, il 4 febbraio, in cui i giovani scendono nelle strade a ballare e cantare battendo il tempo con bastoni che avrebbero la funzione di allontanare le streghe, e le feste per i diversi santi cui sono dedicate le chiese.